Il fondatore

 

Che cosa significa essere il fondatore del “Movimento di Etica ed Economia”?

 

Tante volte mi sono chiesto e mi sono sentito chiedere perché senta l’esigenza di agire per l’affermazione degli ideali in cui credo.

Non ho ancora trovato una risposta definitiva e credo che non la troverò.

Nel mio primo libro, dedicandolo a mia moglie e a mio figlio scrivevo: “A Irene, mia moglie, e a Luca, mio figlio, perché con il loro amore riescano a capire un marito ed un padre che non trova la forza per fermarsi. La ricerca di libertà porta il suo cuore in ogni parte del mondo ed è inutile chiedergli il perché. Non lo sa neppure lui”.

È proprio questo forse l’essere un fondatore, avere la libertà di dedicare la propria vita ad una necessità superiore, che nasce dentro di te ma vuoi condividere con tutti perché pensi renderà il mondo migliore.

È identificarsi con una persona in cammino che testimonia anche con la sua storia le idee in cui crede.

È colui che innesca il “Movimento” e ne deve seguire costantemente il moto contro ogni deviazione e contro ogni rallentamento o arresto.

Essere un fondatore non è un titolo, né un blasone, è un’assunzione di responsabilità.

Non importa che nessuno te l’abbia chiesto, è la tua coscienza che lo impone.

 

 

In che cosa credo?

 

Partendo dal presupposto che ogni persona è “unica e irripetibile” credo nella valorizzazione delle diversità come il miglior strumento per la realizzazione umana.

 

Credo che tutte le persone abbiano il diritto/dovere di esprimere i propri “talenti” a beneficio proprio, della famiglia e dell’intera comunità umana.

 

Credo che la solidarietà sia lo strumento attraverso il quale l’umanità può trovare vie di migliore convivenza pacifica nel pianeta.

 

Credo si debba assicurare a tutte le persone della Terra la libertà che si può raggiungere rendendo effettivi i diritti naturali dell’aria, dell’acqua, dell’informazione e della comunicazione con l’accesso alla “rete” attraverso le tecnologie e le energie rinnovabili.

 

Credo che si debba creare un sistema mondiale a sostegno delle persone più povere attraverso l’accesso al micro-credito per permettere la dotazione di strumenti minimi per rendere effettivi i diritti naturali.

 

Credo che gli aiuti per la cura delle malattie, per la lotta contro la fame e la sete e per garantire l’istruzione primaria non possono essere costituiti a prestito da finanziamenti rimborsabili ma debbano essere frutto di gratuità.

 

Credo che la capacità di consumo individuale e comunitario sia l’elemento di espressione di ricchezza sul quale basare:

a)      la politica fiscale degli Stati (vedi studio “Appunti in tema di problemi fiscali, criminalità e patrimonio” di Marchiorello – Chiminazzo del dicembre 1992, inviato all’allora Ministro delle Finanze);

b)      le politiche nazionali e internazionali di solidarietà, assistenza, previdenza, sussidiarietà e sviluppo (pagg. 113-117, Tullio Chiminazzo, Etica ed economia: l’utopia diviene realtà – Per un mondo migliore, FrancoAngeli 2002).
 

 

Per un fattivo contributo alla società ho promosso ed elaborato i Progetti,

diventati patrimonio del Movimento “Etica ed Economia”:

1.      Le Scuole “Etica ed Economia” nel Mondo – 1991;

2.      Un per cento: 1% - L’Impresa strumento di solidarietà internazionale – 1997;

3.      Scambio di capacità imprenditoriali – 1998;

4.      Villaggi Impresa – 1999;

5.      Globalizzazione della Solidarietà – 1999;

6.      Mutua Fide Bank – verso la banca mondiale dei popoli – 2007.

 

ALTRI PROGETTI

1.            Appunti in tema di problemi fiscali, criminalità e patrimonio – 1992;

2.            Un anno di solidarietà aiuta a dare una famiglia a chi non ce l’ha – 1995;

3.            Solidarietà e Previdenza in favore dello sviluppo – 2000;

  

I miei valori di riferimento

 

·               una fede forte e in continua ricerca;

·               l’amore e la capacità della gratuità;

·               la verità;

·               la giustizia;

·               l’impegno, la responsabilità, la capacità di sacrificio per un bene superiore;

·               la solidarietà e la sussidiarietà;

·               la famiglia come primo nucleo sociale;

·               l’onestà;

·               il principio imprescindibile verso se stessi e gli altri: Pacta sunt servanda.

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